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Gli SGLT2 inibitori, come l’empagliflozin, il canagliflozin e il dapagliflozin, rappresentano una nuova classe di farmaci antidiabetici che hanno dimostrato benefici non solo nel controllo glicemico ma anche nella prevenzione cardiologica. Questi farmaci agiscono riducendo la glicemia attraverso la facilitazione della perdita di glucosio tramite le urine. Oltre a migliorare il controllo del diabete, gli SGLT2 inibitori hanno mostrato di ridurre significativamente il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, come l’insufficienza cardiaca, e di migliorare la funzione del microcircolo coronarico, particolarmente importante in pazienti con diabete, ipertensione, malattia coronarica o insufficienza cardiaca

Studi come l’EMPA-REG OUTCOME hanno evidenziato che gli inibitori degli SGLT2 sono capaci di modificare il rischio cardiovascolare (CV), riducendo la mortalità CV nei soggetti diabetici ad alto rischio CV. Inoltre, la dapagliflozina ha dimostrato efficacia anche in pazienti in terapia con sacubitril/valsartan, indicando un beneficio trasversale a diversi trattamenti per l’insufficienza cardiaca

Questi risultati aprono nuove prospettive terapeutiche, suggerendo che gli SGLT2 inibitori possano essere utilizzati non solo per il trattamento del diabete ma anche per la prevenzione delle complicanze cardiovascolari, indipendentemente dalla presenza di diabete


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Microbiota e fisiologia

Dall’alimentazione  alla #SCFAs: come i microbi intestinali rimodellano la nostra fisiologia

 I nostri corpi paleolitici lottano per rimanere in salute in questo mondo moderno! Perché?

 

Daniel Lieberman, dell’Università di Harvard, spiega tutto ciò nel  libro “The Story of the Human Body: Evolution, Health and Disease”.In effetti, l’evoluzione della dieta umana negli ultimi 10 mila anni ha portato a profondi cambiamenti nel comportamento alimentare.

Abbiamo assistito al passaggio da diete ricche di frutta, verdura, carni magre e frutti di mare a cibi trasformati, ricchi di grassi idrogenati, sodio, zuccheri e poveri di fibre.

Di conseguenza, attualmente ci troviamo ad affrontare #mismatch #diseases come l’obesità, la sindrome metabolica, le malattie cardiovascolari (CVD) e il cancro, semplicemente perché i nostri corpi sono poco adattati agli ambienti obesogenici e sedentari in cui viviamo.

 

Perché le fibre?  una volta nel colon vengono fermentati dal microbiota, rilasciando acidi grassi a catena corta (SCFA) come sottoprodotti metabolici. Un’analisi multivariata dello studio randomizzato controllato LIBRE ha mostrato che l’aderenza alla dieta mediterranea  era associata ad alte concentrazioni di SCFA e basse concentrazioni di #LBP (proteina legante i lipopolisaccaridi) e #zonulin (https://lnkd.in/dcqSrfsE). #Acetate (C2), #propionate (C3) e #butyrate (C4) sono gli SCFA più abbondanti nel colon (90-95%), derivanti principalmente da polisaccaridi non digeribili (#NDPs), ma aminoacidi come valina, leucina e isoleucina contribuiscono al rilascio di SCFA a catena ramificata (BSCFA) (5%).

 

Perché gli SCFA sono così importanti? Suscitano molti benefici per la salute, come effetti antinfiammatori, immunoregolatori, antiobesità e neuroprotettivi. Come?

 Gli SCFA segnalano attraverso il legame ai recettori accoppiati a proteine G affini (GPCR) sulle cellule endocrine e immunitarie, promuovendo #intestinal #homeostasis. La segnalazione del butirrato (attraverso GPCR109a) suscita proprietà antinfiammatorie nei macrofagi del colon e nelle cellule dendritiche (DC) e aumenta anche le proteine correlate alla giunzione stretta occludina e zonula occludens, tramite il fattore inducibile dall’ipossia (HIF).

 Gli SCFA regolano l’espressione genica, in un processo chiamato #epigenetics. #Acetylation di code istoniche favorisce un più facile accesso alla cromatina attivando la trascrizione. #HDACs (istone deacetilasi) è invece considerato un promotore di associazioni istone-DNA più strette e il butirrato agisce inibendolo.

 

Probiotici di nuova generazione (#NGPs) per aumentare la produzione di SCFA?

Il butirrato sta guadagnando sempre più attenzione. Alcuni commensali sono disponibili mentre altri sono in cantiere:

✨ Clostridium butyricum MIYAIRI 588® (https://lnkd.in/dy8DVPCb)

✨ Faecalibacterium prausnitzii (https://lnkd.in/dvKF8WKy)

✨ Roseburia intestinalis (https://lnkd.in/dk2WctWp)


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AFA è l’acronimo di **Attività Fisica Adattata**, un percorso non sanitario che prevede una serie di programmi di attività motoria di gruppo, finalizzati a migliorare il benessere della persona e a contrastare le difficoltà di movimento temporanee o conseguenti a malattie croniche¹. L’AFA si rivolge a persone con patologie degenerative, di tipo muscoloscheletrico o neurologico, come osteoporosi, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, artrosi, post ictus, disturbi neuromotori².
L’AFA si svolge con la supervisione di un tecnico competente, in una struttura non sanitaria, come una palestra della salute². L’AFA ha diverse applicazioni in campo medico preventivo e terapeutico, tra cui:
– Migliorare la capacità di movimento;
– Prevenire le cadute;
– Conoscere persone nuove vicino casa;
– Migliorare la propria autostima;
– Combattere la depressione o il malumore;
– Migliorare l’attività del cuore;
– Ridurre l’osteoporosi;
– Migliorare la sensibilità all’insulina¹.

da poco questo tipo di “terapia”, grazie alla storica ricerca del nostro gruppo di Medicina dello Sport , dell’Università G. D’Annunzio di Chieti, è riconosciuta come “farmaco”.

Per partecipare a un percorso AFA, è necessario fare apposita domanda di riconoscimento del bonus e presentare la dichiarazione dei redditi. Il bonus consiste in un credito di imposta pari all’importo speso per l’AFA, che va a diminuire le tasse dovute². Per avere maggiori informazioni, puoi consultare il [sito dell’Agenzia delle Entrate](^3^) o contattare le specifiche ASL e Società della Salute della regione¹.

Bibliografia
(1) Attività fisica adattata (AFA) – Regione Toscana. https://www.regione.toscana.it/-/attivita-fisica-adattata.
(2) Bonus attività fisica adattata 2024: come funziona e per quali …. https://www.soldioggi.it/bonus-attivita-fisica-adattata-29259.html.
(3) Cittadini – Credito d’imposta per l’attività fisica adattata (Afa …. https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/afa-cittadini.
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Il microbioma è l’insieme del patrimonio genetico del microbiota, ovvero dei microrganismi che vivono nel nostro corpo, in particolare nell’intestino. Il microbiota svolge molte funzioni metaboliche, immunitarie e ormonali, e interagisce con il nostro organismo in modo simbiotico. Tuttavia, quando il microbiota si altera, può causare o favorire lo sviluppo di diverse malattie, tra cui quelle cardiache, la fibrillazione atriale e le alterazioni del metabolismo.

Le malattie cardiache sono associate a una maggiore presenza di alcuni metaboliti prodotti dal microbiota, come la trimetilammina-N-ossido (TMAO), che promuove l’aterosclerosi e la coagulazione del sangue¹². Alcuni batteri intestinali, come Eisenbergiella, Enorma e Enterobacter, sono stati inoltre correlati alla fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco che aumenta il rischio di ictus e scompenso³⁴. Le alterazioni del metabolismo, come l’obesità e il diabete, sono invece legate a una diversa composizione del microbiota, che può influenzare l’assorbimento dei nutrienti, la regolazione della glicemia e la sazietà⁵⁶.

Per prevenire e curare queste patologie, è importante mantenere un microbiota equilibrato ed eterogeneo, che si può ottenere con una dieta sana, ricca di fibre, frutta e verdura, e povera di grassi saturi e zuccheri raffinati. Inoltre, si possono utilizzare probiotici e prebiotici, che sono sostanze che favoriscono la crescita e l’attività dei batteri benefici per la salute⁷⁸.

Bibliografia
(1) Fibrillazione atriale: specifici batteri intestinali potrebbero …. https://microbioma.it/cardiologia/fibrillazione-atriale-specifici-batteri-intestinali-potrebbero-favorire-la-diagnosi-precoce/.
(2) Fibrillazione atriale e ruolo del microbioma: specifici batteri …. https://www.lirspa.com/ricerca-scientifica/fibrillazione-atriale-e-ruolo-del-microbioma-specifici-batteri-intestinali-potrebbero-prevenire-il-rischio/.
(3) Fibrillazione atriale: specifici batteri intestinali potrebbero …. https://bing.com/search?q=microbioma+e+fibrillazione+atriale.
(4) Microbiota e malattie cardiache: una connessione cuore-intestino …. https://cardioinfo.it/news/microbiota-e-malattie-cardiache-una-connessione-cuore-intestino/.
(5) Rischio cardiovascolare: una meta-analisi sul ruolo del microbioma …. https://microbioma.it/cardiologia/rischio-cardiovascolare-una-meta-analisi-sul-ruolo-del-microbioma-intestinale/.
(6) Metaboliti del microbiota intestinale correlati a rischio cardiovascolare. https://bing.com/search?q=microbioma+e+patologie+cardiache.
(7) Metaboliti del microbiota intestinale correlati a rischio cardiovascolare. https://microbioma.it/cardiologia/microbiota-intestinale-rischio-cardiovascolare/.
(8) Nell’intestino il legame tra carne rossa e malattie cardiovascolari. https://microbioma.it/cardiologia/scoperto-nell-intestino-l-anello-di-congiunzione-tra-carne-rossa-e-malattie-cardiovascolari/.


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Pasc è l’acronimo di Sequele Post Acute da Sars-CoV-2, una condizione che può colpire il cuore e i vasi sanguigni dopo un’infezione da Covid-19. Alcuni dei sintomi della Pasc sono dolore al petto, palpitazioni, tachicardia, intolleranza all’esercizio, stanchezza e difficoltà respiratorie123. Questi sintomi possono persistere per mesi dopo la guarigione dall’infezione e possono compromettere la qualità di vita dei pazienti.

Le alterazioni aritmiche connesse alla Pasc sono disturbi del ritmo cardiaco che possono essere causati da un’infiammazione o un danno al miocardio (il muscolo cardiaco) o al sistema elettrico del cuore. Alcune delle aritmie più comuni nella Pasc sono la fibrillazione atriale, l’aritmia sinusale respiratoria, l’extrasistolia e il blocco atrioventricolare. Queste aritmie possono essere pericolose per la salute e richiedono una valutazione cardiologica e un monitoraggio elettrocardiografico.

Per diagnosticare e trattare la Pasc e le sue complicanze aritmiche, i medici possono eseguire vari test, tra cui esami del sangue, elettrocardiogramma, ecocardiogramma, test di funzionalità polmonare, imaging del torace e test da sforzo12. Inoltre, i pazienti possono beneficiare di una terapia farmacologica, di una riabilitazione cardiaca e di uno stile di vita sano, che includa una dieta equilibrata, un’adeguata idratazione, un’attività fisica graduale e il controllo dello stress12 .

La Pasc è una nuova malattia cardiaca che richiede una maggiore consapevolezza e una migliore gestione da parte dei pazienti e dei medici. Se si è avuto il Covid-19 e si soffre  di sintomi cardiovascolari, il consiglio è di consultare uno specialista .


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Le patologie del cuore post Covid sono un insieme di disturbi che possono colpire il sistema cardiovascolare dopo aver contratto il virus SARS-CoV-2. Questi disturbi possono essere causati da un danno diretto del virus al cuore, da una reazione autoimmune del sistema immunitario, o da complicanze trombotiche legate all’infiammazione12.

La cura delle patologie del cuore post Covid dipende dalla gravità e dalla natura dei sintomi, e può richiedere un approccio multidisciplinare che coinvolga cardiologi, pneumologi, immunologi e altri specialisti12. Alcune delle possibili terapie sono:

La prevenzione delle patologie del cuore post Covid si basa principalmente sulla vaccinazione contro il virus SARS-CoV-2, che riduce il rischio di contrarre forme gravi o prolungate dell’infezione12. Inoltre, è importante seguire uno stile di vita sano, che includa una dieta equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso, del colesterolo e della pressione arteriosa, e astensione dal fumo e dall’alcol12.

Se si avvertono sintomi come dolore al petto, palpitazioni, dispnea, stanchezza, o gonfiore agli arti inferiori, dopo aver avuto il Covid, è consigliabile consultare il proprio medico o un cardiologo, che potrà prescrivere gli esami e le terapie più adatti al caso



Le patologie del cuore post Covid sono un insieme di disturbi che possono colpire il sistema cardiovascolare dopo aver contratto il virus SARS-CoV-2. Questi disturbi possono essere causati da un danno diretto del virus al cuore, da una reazione autoimmune del sistema immunitario, o da complicanze trombotiche legate all’infiammazione¹².

La cura delle patologie del cuore post Covid dipende dalla gravità e dalla natura dei sintomi, e può richiedere un approccio multidisciplinare che coinvolga cardiologi, pneumologi, immunologi e altri specialisti¹². Alcune delle possibili terapie sono:

– Farmaci antinfiammatori, anticoagulanti, antiaritmici, antipertensivi, diuretici, o altri a seconda delle condizioni specifiche del paziente¹².
– Riabilitazione cardiaca, per migliorare la funzionalità e la qualità di vita dei pazienti con scompenso cardiaco, ischemia, o altre patologie croniche¹².
– Monitoraggio elettrocardiografico, ecocardiografico, o di altri parametri vitali, per valutare l’evoluzione e il rischio di complicanze delle patologie del cuore post Covid¹².
– Interventi chirurgici o percutanei, in caso di necessità di riparare o sostituire le valvole cardiache, di rimuovere i trombi, o di rivascolarizzare le arterie coronarie¹².

La prevenzione delle patologie del cuore post Covid si basa principalmente sulla vaccinazione contro il virus SARS-CoV-2, che riduce il rischio di contrarre forme gravi o prolungate dell’infezione¹². Inoltre, è importante seguire uno stile di vita sano, che includa una dieta equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso, del colesterolo e della pressione arteriosa, e astensione dal fumo e dall’alcol¹².

Se si avvertono sintomi come dolore al petto, palpitazioni, dispnea, stanchezza, o gonfiore agli arti inferiori, dopo aver avuto il Covid, è consigliabile consultare il proprio medico o un cardiologo, che potrà prescrivere gli esami e le terapie più adatti al caso.




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