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I celiaci presentano un rischio cardiovascolare significativamente aumentato. Seguendo i pazienti per circa dodici anni, i ricercatori hanno osservato che il rischio di infarti, coronaropatie e altre patologie cardiovascolari aumenta con il tempo trascorso dalla diagnosi della celiachia, arrivando fino al 34% in più per chi è celiaco da oltre dieci anni.

Le cause di questo incremento sono molteplici. Da un lato, la dieta priva di glutine può influire negativamente sulla salute cardiovascolare. Dall’altro, i meccanismi della malattia stessa possono aumentare il rischio di altre malattie autoimmuni, che a loro volta incidono sul pericolo cardiovascolare.

Inoltre, i celiaci non diagnosticati o che ingeriscono glutine per errore sono ancora più a rischio. L’ingestione di glutine mantiene costante un processo infiammatorio locale, aumentando la probabilità di problemi legati al malassorbimento e alla persistenza dei sintomi per cui la celiachia era stata diagnosticata, come polineuropatie, cefalee, aborti ricorrenti, infertilità, osteopenia e osteoporosi.
Per ridurre questi rischi, è fondamentale che i celiaci eliminino completamente il glutine dalla loro dieta, prestando attenzione alle possibili contaminazioni anche minime.

la contemporanea alterazione del Microbiota inoltre, rappresenta un altro “stressor “ che però possiamo prevenire, trattare e ristabilire attraverso un nuovo percorso diagnostico terapeutico.


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Aritmie e morte improvvisa nei giovani
Il dramma di Piermario Morosini di 12 anni orsono, è stato ricordato da un dramma simile occorso ad un altro giovane calciatore l’ultima tragedia colpisce stavolta un giovanissimo ciclista di Spoltore scomparso questa volta lontano dall’attività sportiva.

Spesso sono le Aritmie giovanili che fondamentalmente si dividono in tre grandi gruppi:

La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (ARVC), malattia genetica che coinvolge la sostituzione del tessuto muscolare del ventricolo destro con tessuto adiposo o fibroso, è una delle condizioni più temute. Si stima che colpisca circa 1 su 5.000 individui nel mondo, con una distribuzione simile anche in Italia. Nei giovani, questa malattia può essere particolarmente devastante, poiché può portare a gravi aritmie ventricolari, come la fibrillazione ventricolare, che aumentano il rischio di morte improvvisa, soprattutto tra gli atleti o i giovani altrimenti sani.

La sindrome del QT lungo (LQTS) è un’altra patologia aritmogena, anomalia ereditaria dei canali ionici cardiaci che provoca un prolungamento dell’intervallo QT nell’elettrocardiogramma. ,può predisporre a aritmie ventricolari pericolose, come la torsione di punta,. Si stima che circa 1 su 2.500 individui in Italia sia affetto da questa sindrome, anche se la distribuzione può variare leggermente da regione a regione. Questa condizione ereditaria, può causare aritmie  ventricolari, aumentando il rischio di sincope e/o morte improvvisa, specialmente durante lo sforzo fisico o l’eccitazione emotiva.

La sindrome di Brugada è meno comune ma altrettanto preoccupante. Si stima che colpisca circa 1 su 2.000-5.000 individui nel mondo, con una distribuzione simile anche in Italia. Questa condizione ereditaria, caratterizzata da anomalie nella conduzione del segnale elettrico nel cuore, può causare aritmie ventricolari gravi, come la tachicardia ventricolare o la fibrillazione ventricolare, aumentando il rischio di morte improvvisa, soprattutto durante il sonno.

Infine, la Miocardite, un’infiammazione del muscolo cardiaco, può colpire giovani adulti causando disfunzione cardiaca e aritmie pericolose. Anche se la sua incidenza precisa è difficile da determinare, la miocardite rappresenta comunque una minaccia significativa per la salute e la vita dei giovani.


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L’ecocardiografia è una tecnica di imaging non invasiva che fornisce una valutazione dettagliata della struttura e della funzione del cuore utilizzando ultrasuoni. Le sue possibilità diagnostiche sono ampie :

1. Valutazione della morfologia cardiaca: L’ecocardiografia consente di visualizzare le camere cardiache, le valvole, i vasi sanguigni e le pareti del cuore per individuare anomalie strutturali come difetti congeniti, valvole cardiache malformate o ingrossamento delle camere.

2. Funzione cardiaca: L’ecocardiografia fornisce informazioni sulla funzione cardiaca, inclusa la capacità di pompaggio del cuore (frazi one di eiezione), la velocità del flusso sanguigno attraverso le valvole cardiache e la contrattilità delle pareti del cuore.

3. Valutazione del flusso sanguigno: Attraverso la tecnica Doppler, l’ecocardiografia misura la velocità e la direzione del flusso sanguigno attraverso le valvole cardiache e i vasi sanguigni per identificare eventuali anomalie come stenosi o insufficienza valvolare.

4. Studio della perfusione miocardica: Alcune tecniche ecocardiografiche permettono di valutare la perfusione del sangue attraverso il miocardio, il che può essere utile nella diagnosi di ischemia o infarto miocardico.

5. Rilevamento delle patologie cardiache: L’ecocardiografia può aiutare a diagnosticare una vasta gamma di patologie cardiache, tra cui cardiomiopatie, pericarditi, endocarditi, trombi cardiaci e cardiopatie congenite.

6. Monitoraggio delle terapie: L’ecocardiografia può essere utilizzata per monitorare l’efficacia delle terapie cardiache, come farmaci, dispositivi medici o interventi chirurgici, nel corso del tempo.

In sintesi l’ecocardiografia è uno strumento fondamentale nella diagnosi e nella gestione delle malattie cardiache, fornendo informazioni dettagliate e precise che ci aiutano a prendere decisioni cliniche informate.ECOCARDIOGRAMMA COLOR DOPPLER


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Sport e Doping Sport e Doping – immagine 2 Sport e Doping – immagine 3Sport e Doping – immagine 4 Sport e Doping – immagine 5 Sport e Doping – immagine 6 Sport e Doping – immagine 7 Sport e Doping – immagine 8Il doping in Italia è un problema complesso che coinvolge sia l’etica sportiva che la salute pubblica. La legge italiana, in particolare l’articolo 1 della Legge 14 dicembre 2000, n. 376, definisce il doping come l’uso di farmaci o sostanze attive e pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche, al fine di migliorare le prestazioni sportive

Il doping è considerato un reato penale, con pene che possono arrivare fino a tre anni di reclusione, e possono aumentare se le sostanze vengono somministrate a minori o distribuite da dipendenti del CONI¹. Inoltre, esistono casi specifici in cui, per condizioni patologiche certificate, è permesso l’uso di sostanze vietate, ma sempre sotto stretto controllo medico

I controlli antidoping sono gestiti da laboratori accreditati dal Comitato Internazionale Olimpico e la lista delle sostanze proibite è molto estesa, includendo farmaci non vietati ma usati impropriamente, farmaci vietati e integratori¹. Nel 2016 la commissione di cui ho fatto parte , ad esempio, su oltre 1200 atleti controllati, il 2,7% è risultato positivo ai test antidoping, con una prevalenza di cannabinoidi e stimolanti tra le sostanze rilevate.

Il fenomeno del doping rappresenta una minaccia non solo per la salute degli atleti, ma anche per l’integrità dello sport e la sua reputazione. La lotta contro il doping è quindi un impegno costante per preservare i valori dello sport e proteggere la salute degli atleti.

Che cos’è il doping – Salute.gov.it.


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Alcuni affermano che un buon probiotico dovrebbe avere effetti immediati, ma i dati  di fatto contraddicono  questa affermazione, sostenendo che ciò non è vero.

I probiotici sono integratori che contengono microrganismi vivi, destinati a migliorare la flora batterica intestinale. L’obiettivo principale dei probiotici è quello di riequilibrare e sostenere il microbiota intestinale, che è composto da miliardi di batteri benefici che aiutano nella digestione e nel mantenimento della salute generale.

La complessità del microbiota intestinale e la sua interazione con il nostro corpo significa che i cambiamenti significativi richiedono tempo. È improbabile che l’introduzione di probiotici produca risultati immediati, poiché il microbiota si adatta e cambia gradualmente. Questo processo può variare da persona a persona, con alcuni che notano miglioramenti nella digestione già dopo una settimana, mentre altri possono richiedere più tempo per osservare benefici tangibili.

I gastroenterologi, come il dottor Gschwender di Monaco di Baviera, consigliano di assumere probiotici per almeno 2 o 3 mesi per permettere al corpo di adattarsi e per valutare correttamente l’efficacia del prodotto. Questo periodo di tempo consente ai probiotici di stabilirsi, crescere e interagire con il microbiota esistente, potenzialmente portando a miglioramenti nella salute intestinale e nel benessere generale.

In conclusione, mentre alcuni effetti positivi possono essere notati nel breve termine, i benefici principali dei probiotici si manifestano nel lungo termine, attraverso un uso costante e prolungato.


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Giornata di Prevenzione Cardiovascolare a SpoltoreLa La giornata di prevenzione del cuore è una iniziativa globale che si svolge ogni anno il 29 settembre, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prevenire le malattie cardiovascolari, che sono la prima causa di morte nel mondo.

Insieme alla Dottoressa Rossella Balsamo, MMG di Spoltore, abbiamo pensato di “anticipare” la data al 3 marzo, per ascoltare, screenare, visitare coloro che sono venuti ad ascoltarci.

Ricordiamo brevemente:

La prevenzione primaria consiste nell’adottare stili di vita salutari e nel controllare i fattori di rischio modificabili, come il fumo, l’obesità, il colesterolo alto, l’ipertensione, il diabete e lo stress. [2](^2^)

Alcuni consigli per iniziare subito la prevenzione primaria sono:

– Non fumare e non esporsi al fumo passivo.

– Fare regolarmente attività fisica (la raccomandazione è dedicare ogni giorno mezz’ora al movimento, vanno bene anche attività moderate come camminata, corsa, bicicletta).

– Seguire una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e oli vegetali, e povera di grassi saturi, zuccheri e sale.

– Mantenere un peso corporeo adeguato, evitando il sovrappeso e l’obesità.

– Misurare periodicamente la pressione arteriosa e il colesterolo, e seguire le indicazioni del medico in caso di valori alterati.

– Controllare i livelli di glucosio nel sangue, soprattutto se si ha una familiarità per il diabete o se si presentano sintomi come sete eccessiva, minzione frequente, stanchezza e perdita di peso.

– Ridurre lo stress e dedicare tempo al relax, al sonno, agli hobby e alle relazioni sociali.

– Evitare l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti.

– Sottoporsi a visite mediche regolari e a screening preventivi, in base all’età, al sesso e alla storia personale e familiare.

– Seguire eventuali terapie farmacologiche prescritte dal medico, senza interromperle o modificarle autonomamente.

Seguendo questi semplici consigli, si può contribuire a proteggere il proprio cuore e a prevenire gravi complicazioni, come l’infarto, l’ictus, l’insufficienza cardiaca e l’aritmia. Ricorda: il cuore è il motore della vita, prenditene cura!


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Un “cuore matto”….. La Fibrillazione Atriale
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La fibrillazione atriale (FA), spesso definita come “un cuore matto”, è un’aritmia cardiacacaratterizzata da un battito cardiaco irregolare e spesso accelerato. Vediamo alcuni aspetti chiave:

  • Definizione: La FA si verifica quando gli atri del cuore non si contraggono in modo coordinato, ma invece tremano o “fibrillano”. Questo comporta una perdita di efficienza nella pompa cardiaca e una frequenza cardiaca irregolare. I sintomi più frequenti :
    • Palpitazioni cardiache: Sensazione di un battito irregolare o accelerato.
    • Affaticamento: A causa della ridotta efficienza del cuore.
    • Affanno: Difficoltà respiratoria.
    • Vertigini o svenimenti
  • Complicanze:
    • Trombosi: A causa delle contrazioni disordinate, può verificarsi un accumulo di sangue nell’atrio sinistro, favorendo la formazione di coaguli. Questi coaguli possono poi causare ictus cerebrali.
    • Scompenso cardiaco: La ridotta capacità di pompa del cuore può portare a insufficienza cardiaca.
  • Trattamento:
    • Eparina a basso peso molecolare: Viene utilizzata per allontanare il rischio di trombosi nei pazienti con FA.
    • Farmaci anti-aritmici: Per controllare il ritmo cardiaco.
    • Cardioversione elettrica: Per ripristinare il ritmo normale.
    • Ablazione con catetere: Per trattare le aree del cuore che causano l’aritmia.

In sintesi, la fibrillazione atriale è una condizione controllabile, ma se ignorata può esporre il paziente a complicanze gravi. Pertanto, è importante diagnosticarla correttamente e adottare le terapie adeguate per preservare la salute del cuore . Parliamo anche di incidenza,  cioè  i ”numeri” di questa patologia.

  1. Ictus: L’ictus è strettamente correlato alle aritmie cardiache. In Italia, si verificano circa 200.000 casi di ictus ogni anno, con l’80% di nuovi episodi e il 20% di recidive1.
  2. Mortalità per Malattie Cardiovascolari: Le malattie cardiovascolari, tra cui le aritmie, rappresentano la prima causa di morte in Italia, con circa 240.000 decessi all’anno2.
  3. Prevalenza della Fibrillazione Atriale: La Fibrillazione Atriale (FA) è in costante aumento. Ad esempio, al di sopra dei 65 anni, l’8,1% della popolazione è affetto da questa condizione3.
  4. Tendenze di Ospedalizzazione: Per quanto riguarda l’ospedalizzazione, si è registrata una diminuzione generale dei tassi di ospedalizzazione per l’infarto acuto del miocardio dal 2012 al 2017, con una maggiore riduzione nelle femmine (-17,7%) rispetto ai maschi (-13,4%)4.


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