I celiaci presentano un rischio cardiovascolare significativamente aumentato. Seguendo i pazienti per circa dodici anni, i ricercatori hanno osservato che il rischio di infarti, coronaropatie e altre patologie cardiovascolari aumenta con il tempo trascorso dalla diagnosi della celiachia, arrivando fino al 34% in più per chi è celiaco da oltre dieci anni.
Le cause di questo incremento sono molteplici. Da un lato, la dieta priva di glutine può influire negativamente sulla salute cardiovascolare. Dall’altro, i meccanismi della malattia stessa possono aumentare il rischio di altre malattie autoimmuni, che a loro volta incidono sul pericolo cardiovascolare.
Inoltre, i celiaci non diagnosticati o che ingeriscono glutine per errore sono ancora più a rischio. L’ingestione di glutine mantiene costante un processo infiammatorio locale, aumentando la probabilità di problemi legati al malassorbimento e alla persistenza dei sintomi per cui la celiachia era stata diagnosticata, come polineuropatie, cefalee, aborti ricorrenti, infertilità, osteopenia e osteoporosi.
Per ridurre questi rischi, è fondamentale che i celiaci eliminino completamente il glutine dalla loro dieta, prestando attenzione alle possibili contaminazioni anche minime.
la contemporanea alterazione del Microbiota inoltre, rappresenta un altro “stressor “ che però possiamo prevenire, trattare e ristabilire attraverso un nuovo percorso diagnostico terapeutico.






https://drive.google.com/file/d/1CNy0edmwNrELlb_ZtMvStshE4EGfyr63/view?usp=drivesdk




Il doping in Italia è un problema complesso che coinvolge sia l’etica sportiva che la salute pubblica. La legge italiana, in particolare l’articolo 1 della Legge 14 dicembre 2000, n. 376, definisce il doping come l’uso di farmaci o sostanze attive e pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche, al fine di migliorare le prestazioni sportive

La La giornata di prevenzione del cuore è una iniziativa globale che si svolge ogni anno il 29 settembre, con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prevenire le malattie cardiovascolari, che sono la prima causa di morte nel mondo. 