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Trial su efficacia di Nattochinasi- Bromelina- Curcumina

Il dramma delle sequele post Covid e post vaccinali, dopo questi anni di esperienza sul campo, ha permesso al nostro gruppo di sperimentare un protocollo il cui obiettivo è innanzitutto quello di migliorare la Micro e macro vascolarizzazione tissutale.

abbiamo utilizzato numerosi metodi e farmaci e tra questi abbiamo messo a punto una “triade” di componenti.

Un bar chart confronta gli effetti principali da RCT selezionati su nattokinasi, bromelina e curcumina, usando valori approssimativi (% riduzioni o RR) da studi citati: null effetto su CIMT per nattokinasi (0%), riduzione renina (-20%), IL-6 con BromAc (-30%), mortalità RR curcumina (-62%), non-recuperati RR (-46%), clearance virale (+48%). Valori negativi indicano beneficio; nessun RCT sulla combinazione specifica.

Nattokinasi

Studi in vitro dimostrano che la nattokinasi degrada la proteina spike in modo dose- e tempo-dipendente, senza citotossicità, e inibisce l’infezione SARS-CoV-2 riducendo l’interazione con ACE2. Mancano però trial clinici umani dedicati alla detossificazione spike; evidenze cardiovascolari generali supportano usi antitrombotici.

Bromelina

La bromelina mostra effetti antivirali in vitro contro SARS-CoV-2, riducendo l’espressione spike in cellule epiteliali da pazienti COVID critici e cleavando la subunità S1. Studi clinici su infiammazione e coagulopatia (es. trauma, ipertensione) confermano proprietà immunomodulanti e anticoagulanti, ma non specifici RCT per spike.[nature +1]

Curcumina

Trial clinici e in vitro indicano che la curcumina inibisce l’ingresso virale legando spike, TMPRSS2 e ADAM17, riducendo replicazione SARS-CoV-2 con EC50 di 4-21 µM. Review su COVID-19 evidenziano effetti antivirali, antinfiammatori e antifibrotici, supportati da studi umani su infiammazione virale.


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Ritiro di Sinner a Cincinnati: quando la salute ferma lo sport
Il recente ritiro di Jannik Sinner nella finale di Cincinnati contro Alcaraz ha riacceso l’attenzione sulle problematiche di salute che possono colpire gli atleti professionisti. Analizzando questo episodio, emerge l’importanza cruciale del medico dello sport nella gestione della salute degli atleti.

Cosa è successo a Sinner
Sinner è stato costretto a ritirarsi dopo soli 23 minuti di gioco a causa di un malessere generale provocato da un virus. “Da ieri non mi sentivo bene, ho provato a scendere in campo ma non ce l’ho fatta a resistere”, ha spiegato l’altoatesino. Il coach Darren Cahill ha chiarito che il problema respiratorio, combinato con il caldo estremo e la fatica accumulata, ha reso impossibile continuare la partita.
Le patologie più comuni nello sport
Gli atleti professionisti affrontano costantemente il rischio di infortuni muscoloscheletrici:
• Tennis: gomito del tennista, problemi alla spalla e dolori lombari
• Calcio: lesioni del crociato, distorsioni e contratture muscolari
• Basket: distorsioni di caviglia e tendinopatie del ginocchio
• Pallavolo: tendiniti della spalla e problemi articolari
Questi infortuni possono manifestarsi improvvisamente durante una gara, costringendo l’atleta al ritiro immediato.
Il ruolo fondamentale del medico dello sport
Il medico dello sport esperto rappresenta una figura chiave nel team di ogni atleta professionista. Le sue competenze specifiche includono:
• Prevenzione degli infortuni attraverso screening medici periodici
• Diagnosi tempestiva di problematiche muscoloscheletriche e sistemiche
• Gestione delle emergenze durante le competizioni
• Pianificazione del recupero e ritorno all’attività
Nel caso di Sinner, la presenza di un team medico qualificato ha permesso di valutare correttamente la situazione e prendere la decisione più prudente per la salute dell’atleta.
L’importanza della collaborazione multidisciplinare
Il medico dello sport non lavora mai da solo, ma coordina un team multidisciplinare che include:
• Fisioterapisti specializzati in riabilitazione sportiva
• Preparatori atletici per la prevenzione degli infortuni
• Nutrizionisti per l’ottimizzazione delle performance
• Psicologi dello sport per la gestione dello stress
Questa collaborazione è essenziale per garantire la salute complessiva dell’atleta e massimizzare le sue performance in sicurezza.
La lezione di Cincinnati
Il ritiro di Sinner ci insegna che nello sport professionistico la salute viene sempre prima della vittoria. La decisione di ritirarsi, seppur dolorosa, è stata la scelta più saggia per preservare la carriera a lungo termine.
Gli atleti di oggi hanno a disposizione team medici altamente specializzati che permettono di gestire al meglio sia le emergenze che la prevenzione. Il medico dello sport esperto, con la sua formazione specifica, rappresenta il punto di riferimento fondamentale per garantire che ogni atleta possa esprimere il proprio potenziale in totale sicurezza.
L’episodio di Cincinnati ci ricorda che dietro ogni grande campione c’è sempre un team di professionisti pronti a tutelare la sua salute, perché solo un atleta in salute può continuare a regalare emozioni ai tifosi di tutto il mondo.


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Cos’è l’Infiammazione di Basso Grado e Perché Dovresti Conoscerla

Immagina il tuo corpo come un sistema di difesa: quando subisci un taglio o un’infezione, si attiva una risposta naturale per guarire, come un allarme che chiama i “soldati” del sistema immunitario. Questa è l’infiammazione *acuta*, utile e temporanea. Ma esiste un tipo più subdolo, chiamato **infiammazione di basso grado** (o cronica a basso livello), che non si vede e non fa male subito, ma agisce silenziosamente per mesi o anni, danneggiando il corpo dall’interno. Molte persone non ne sanno nulla, eppure è un nemico invisibile che contribuisce a problemi di salute gravi. Andiamo a scoprirlo in modo semplice.

Danni Causati dall’Infiammazione di Basso Grado

A differenza dell’infiammazione “buona” che ripara, quella di basso grado è come un fuoco lento che brucia piano piano, senza fiamme evidenti. Ecco i principali rischi, spiegati passo per passo:

– **Problemi al Cuore e ai Vasi Sanguigni**: Può accumulare placche nelle arterie, aumentando il rischio di infarti, ictus e ipertensione. È un fattore chiave nelle malattie cardiache, perché indebolisce i vasi e favorisce l’aterosclerosi.

– **Diabete e Problemi Metabolici**: Interferisce con l’insulina, l’ormone che regola lo zucchero nel sangue. Questo porta a resistenza insulinica e, nel tempo, al diabete di tipo 2. Immaginala come un interruttore che blocca l’energia del corpo.

– **Cancro e Altre Malattie Croniche**: Danneggia cellule sane, DNA e tessuti, favorendo la crescita di tumori. È legata anche a cancro, artrite, malattie autoimmuni come il lupus o la sclerosi multipla, e persino problemi digestivi come la steatosi epatica.

– **Effetti sul Cervello e sull’Umore**: Contribuisce a malattie come l’Alzheimer, l’ansia e la depressione, perché altera le barriere protettive del cervello e causa danni neuronali.

– **Danni Generali al Corpo**: Può rompere le “barriere” naturali (come quella intestinale o cerebrale), permettendo a tossine e batteri di entrare nel sangue e causare infiammazione sistemica. Questo porta a stanchezza cronica, invecchiamento precoce e persino obesità, creando un circolo vizioso.

Questi danni non appaiono da un giorno all’altro: si accumulano con l’età, lo stress, una dieta sbagliata o esposizioni a inquinanti. Ad esempio, il grasso addominale rilascia sostanze infiammatorie, peggiorando tutto.

Chi è a Rischio e Come Nasce?

Non serve un incidente per scatenarla. Fattori comuni includono:
– Dieta ricca di zuccheri, cibi processati, fritti o carni rosse
– Obesità, stress cronico, fumo o sonno irregolare
– Infezioni non trattate o esposizioni ambientali

È particolarmente diffusa nelle società moderne, dove lo stile di vita favorisce questo “fuoco silenzioso”.

### Come Prevenirla e Ridurla: Consigli Pratici

La buona notizia? Puoi combatterla con cambiamenti semplici e naturali. Basandoti su abitudini salutari, riduci i rischi:

– **Mangia Anti-Infiammatorio**: Privilegia verdure a foglia verde (spinaci, cavoli), frutta (fragole, mirtilli), pesce grasso (salmone), noci, olio d’oliva e cereali integrali. Evita bibite zuccherate, pane bianco e cibi pronti. Prova la dieta mediterranea: studi mostrano che abbassa l’infiammazione in pochi mesi.

– **Muoviti e Dormi Bene**: L’esercizio regolare e 7-8 ore di sonno aiutano a spegnere l’infiammazione.

– **Gestisci lo Stress**: Tecniche come la meditazione o passeggiate riducono i livelli infiammatori.

– **Controlla il Peso**: Perdere grasso in eccesso diminuisce le sostanze infiammatorie prodotte dal corpo.

Se sospetti problemi (come stanchezza persistente o dolori), consulta un medico per test su marker come la proteina C-reattiva. Ricorda, prevenire è meglio che curare: informandoti ora, proteggi la tua salute a lungo termine.


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Innovazioni nelle cure per l’invecchiamento: la frontiera del longevity nel 2025

Le innovazioni nelle cure per l’invecchiamento stanno trasformando l’assistenza sanitaria. Inoltre, l’obiettivo è migliorare la qualità della vita degli anziani. Nello specifico, si punta a prolungare la “healthspan”, gli anni vissuti in buona salute.

Nuove tecnologie e medicina di precisione
Intelligenza artificiale e biomarcatori digitali

Innanzitutto, l’intelligenza artificiale analizza enormi quantità di dati per personalizzare le terapie. Parallelamente, i biomarcatori digitali predicono i rischi di patologie legate all’età. Inoltre, gli orologi di metilazione del DNA identificano precocemente TIA, stroke o demenze.

Monitoraggio remoto e telemedicina
Allo stesso modo, le consultazioni mediche a distanza riducono gli accessi in pronto soccorso. Contemporaneamente, i wearable monitorano continuamente i parametri vitali degli anziani. Di conseguenza, queste tecnologie favoriscono maggiore autonomia e coinvolgimento nel benessere personale.

Robotica assistiva
Analogamente, i robot umanoidi assistono nelle attività domestiche quotidiane. Inoltre, rilevano cadute e offrono compagnia contro l’isolamento sociale. Nel contempo, i sistemi di domotica trasformano le abitazioni in ambienti protetti.

Realtà virtuale per l’invecchiamento attivo
Tuttavia, la realtà virtuale stimola le funzioni cognitive e fisiche. Pertanto, combatte l’isolamento e favorisce l’apprendimento negli anziani. Di fatto, promuove l’attività motoria attraverso esperienze immersive innovative.

App e reminder digitali
D’altra parte, le app ricordano le terapie e suggeriscono stili di vita corretti. Conseguentemente, semplificano la gestione dei farmaci e il self-care. In particolare, permettono anche alle persone meno esperte di beneficiare della tecnologia.

Terapie genetiche e cellulari innovative

Senoterapie e terapia genica
Attualmente, i farmaci senolitici e senomorfici sono in fase di sperimentazione avanzata. Pertanto, eliminano le cellule senescenti per rallentare il declino età-correlato. Inoltre, stimolano la rigenerazione tissutale e migliorano le terapie oncologiche.

Terapia a RNA e telomeri
Parallelamente, le terapie a RNA proteggono le estremità cromosomiche chiamate telomeri. Di conseguenza, rallentano l’invecchiamento cellulare come scudo contro le malattie. Pertanto, i trial clinici promettono di rivoluzionare la gestione delle patologie dell’età.

Approcci integrati e personalizzati

Medicina anti-aging personalizzata
Inoltre, la combinazione di nutrizione, farmacologia e supplementazione è personalizzata. Di conseguenza, migliora la sensibilità insulinica e riduce il grasso viscerale. Allo stesso tempo, ottimizza la funzione cardiovascolare e renale nei soggetti fragili.

Un laboratorio inclusivo per l’aging intelligente

Progetti interdisciplinari
Infine, il programma Age-It vuole trasformare l’Italia in riferimento mondiale. Pertanto, riunisce competenze in biomedicina, scienze sociali e ingegneria. Di conseguenza, sviluppa soluzioni inclusive che pongano l’anziano al centro della società.

Conclusioni

In sintesi, le innovazioni del 2025 includono farmaci, terapie genetiche e tecnologie digitali. Inoltre, comprendono modelli assistenziali intelligenti e medicina personalizzata. In definitiva, l’obiettivo non è solo vivere più a lungo, ma vivere meglio.



La Rivoluzione dell’Healthspan: Come l’Italia Sta Ridefinendo il Concetto di Invecchiare Bene.

La Rivoluzione dell’Healthspan: Come l’Italia Sta Ridefinendo il Concetto di Invecchiare Bene.

Immaginate di poter vivere non solo più a lungo, ma di farlo con una qualità di vita che vi permetta di scalare montagne a 80 anni, imparare nuove lingue a 90 o ballare il tango a 95. Non è fantascienza: è la rivoluzione dell’healthspan che sta cambiando l’approccio italiano all’invecchiamento.
Il Paradosso Italiano: Vivere Più a Lungo, Ma Come
L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, con una speranza di vita di 81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne. Ma vivere a lungo ha senso se gli ultimi 15-20 anni sono segnati da malattie croniche e dipendenza?
Con il 25% degli italiani over 65, ogni giorno 1.500 persone compiono 65 anni, ma nascono solo 1.200 bambini. Questa “silver revolution” porta a una domanda: come aggiungere vita agli anni, non solo anni alla vita?
Healthspan vs Lifespan: La Nuova Frontiera del Benessere
L’healthspan è il periodo in cui si gode di buona salute, libera da malattie invalidanti. Misura quanto tempo viviamo in autonomia, con energia e vitalità.
Scenario A: vivere 85 anni, ma gli ultimi 20 con diabete, problemi cardiaci e mobilità ridotta
Scenario B: vivere 83 anni, ma attivi e in salute fino agli ultimi 2-3 anni
La scienza dimostra che lo Scenario B è possibile e obiettivo delle politiche sanitarie globali.
I Segreti della Longevità Italiana
Le Zone Blu Italiane ospitano persone che vivono eccezionalmente a lungo e in salute. La Sardegna ha la più alta concentrazione di centenari maschi. Qual è il loro segreto?
Gli ingredienti della longevità sarda:
• Dieta mediterranea autentica: legumi, verdure, olio d’oliva e pesce
• Movimento naturale: vita attiva senza palestre, con camminate e lavoro fisico
• Connessioni sociali forti: famiglia allargata e comunità coese
• Senso di scopo: ruoli attivi nella comunità anche da anziani
Il Fenomeno dei “Super-Ager” Italiani
Persone over 80 con capacità cognitive e fisiche come quelle di 30-40 anni più giovani. Questi “supereroi” condividono caratteristiche come:
• Curiosità intellettuale: imparano e si sfidano
• Ottimismo: atteggiamento positivo verso la vita
• Resilienza: affrontano le difficoltà con determinazione
• Rete sociale attiva: coltivano relazioni significative


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Sport in Vacanza Senza Preparazione: Rischi e Prevenzione

Come medico dello sport e cardiologo, curo ogni estate centinaia di pazienti che si infortunano durante le ferie. La “trauma season” colpisce 300.000 italiani annualmente per sport praticati senza preparazione.

## Rischi Immediati

Infortuni muscoloscheletrici: Beach volley e padel provocano fratture, distorsioni e tendiniti. I muscoli non allenati si strappano facilmente.

Crisi cardiovascolari: L’inattività riduce del 20% la resistenza cardiaca in 10 giorni. Il cuore fatica negli sforzi improvvisi.

Perdita muscolare: Venti giorni di stop eliminano il 15% della massa muscolare. La forza crolla del 20% in un mese.

Prevenzione Efficace

Preparatevi gradualmente: Iniziate l’allenamento 3 settimane prima. Evitate sessioni intense dell’ultimo minuto.

Riscaldatevi sempre: Dedicate 15 minuti al warm-up. I muscoli freddi si lesionano.

Idratatevi costantemente: Bevete 2 litri d’acqua al giorno. La disidratazione aumenta gli infortuni del 30%.

Scegliete l’attrezzatura giusta: Scarpe inadeguate causano il 40% dei traumi sportivi.

Ascoltate il corpo: Il dolore segnala pericolo. Fermatevi immediatamente.

Sport Sicuri per Principianti

Nuoto in piscina: Protegge le articolazioni e rinforza il cuore.
Camminate in acqua: Stabilizzano il movimento e riducono l’impatto.
Yoga: Migliora flessibilità senza stress.

Conclusione

Le vacanze devono rigenerare, non distruggere. Rispettate i vostri limiti. Preparatevi gradualmente. Il vostro corpo vi ringrazierà con ferie davvero rilassanti e sicure.



Salute e Performance – Newsletter #1

A cura del Dr. Giovanni Staffilano – Cardiologo, Specialista in Medicina dello Sport
Aprile 2025

EDITORIALE – Il metabolismo non dorme, si adatta

Se ti sei mai chiesto: “Sto facendo tutto bene, ma perché non dimagrisco?”, sappi che la risposta è più fisiologica che psicologica.

Quando riduciamo le calorie e aumentiamo l’attività fisica, il corpo reagisce con un meccanismo evolutivo chiamato adattamento metabolico:

Il metabolismo basale si abbassa fino al 20%
Diventiamo più efficienti (bruciamo meno a parità di attività)
Il corpo cambia composizione (perdiamo prima acqua, poi grasso)

È un po’ come se l’organismo entrasse in modalità “risparmio energetico”, proprio come il tuo smartphone quando ha poca batteria.

La soluzione?
Non forzare di più, ma lavorare meglio: cicli strategici di allenamento, pause attive, monitoraggio della composizione corporea (non solo del peso).
È qui che la scienza diventa alleata concreta del tuo percorso.

FOCUS SCIENTIFICO – Capire cosa bruciamo: la chiave per allenarsi con intelligenza

Il nostro corpo dispone di quattro fonti energetiche principali. Sapere come funzionano ti permette di scegliere il giusto tipo di attività in base all’obiettivo.

Fonte Energetica

Uso prevalente

Tipica attività

Note cliniche

Fosfocreatina (CP)

Sforzi brevi e massimali (10-15 sec)

Sprint, salti, pesi

Nessun consumo di ossigeno

Glicogeno muscolare

Breve-medio termine (fino a 2h)

HIIT, corsa, sport intermittenti

Usa carboidrati

Grassi (lipidi)

Sforzi moderati e prolungati

Camminata, jogging, bici

Brucia lentamente, richiede ossigeno

Proteine (massa magra)

Solo in carenze energetiche gravi

Digiuno prolungato, patologie

Da preservare sempre!

Se il tuo obiettivo è dimagrire, l’attività ideale è a bassa intensità e lunga durata: 60–65% della tua FC max, almeno 40–60 minuti.
Il muscolo è tuo alleato: preservarlo significa migliorare il metabolismo a riposo.

MINI-GUIDA – Allenarsi al mattino: sì, ma con criterio

Allenarsi a digiuno è diventato un trend, ma funziona davvero?
Dipende. Il cosiddetto fasted training” può favorire l’ossidazione dei grassi, ma non è adatto a tutti.

Funziona se:

sei abituato a farlo
l’attività è moderata
non hai patologie metaboliche o ipoglicemie

Non è indicato se:

ti alleni ad alta intensità
sei alle prime armi
ti senti stanco o instabile

Suggerimento pratico:
Se vuoi provare, inizia con 30-40 minuti di camminata veloce o cyclette a stomaco vuoto, e tieni sempre con te una fonte rapida di zuccheri (banana, spremuta, maltodestrine).

IL MITO DEL MESE – “Più sudo, più dimagrisco”

Un classico. Ma il sudore è acqua, elettroliti, non grasso.

La perdita di peso post-allenamento (soprattutto se intensa o in ambiente caldo) è transitoria. Il grasso si perde solo quando viene ossidato a livello cellulare e espirato sotto forma di CO₂.

Curiosità scientifica:
L’84% del grasso perso viene eliminato respirando, il resto sotto forma di acqua.
Quindi… se vuoi dimagrire, muoviti di più, ma respira bene e spesso!

CASO REALE – Il biohacking leggero di Andrej Karpathy

Karpathy, noto per il suo lavoro nel campo dell’intelligenza artificiale (OpenAI, Tesla), ha affrontato un percorso personale di ricomposizione corporea documentato con rigore e trasparenza.

Peso iniziale: 90 kg
Obiettivo: ridurre massa grassa, aumentare healthspan

Strategia:

Digiuno intermittente (16:8)
Deficit calorico moderato
Allenamento combinato (resistenza + forza)
DEXA scan per valutare i progressi

Insegnamento clinico: non servono soluzioni estreme, ma consapevolezza, dati e costanza.
Un metodo che applico anch’io, con strumenti oggettivi e una visione integrata.

RISORSA DEL MESE – Calcola il tuo dispendio energetico giornaliero

Vuoi sapere quante calorie consumi al giorno, a riposo e in attività?

Scarica la mia Guida gratuita in PDF
“Fabbisogno energetico: calcolalo in 3 passi”

PROGRAMMA IN EVIDENZA – START: il tuo reset metabolico personalizzato

START è il mio pacchetto di valutazione e rilancio del metabolismo:

Visita clinica completa
Analisi impedenziometrica multifrequenza
Consigli personalizzati per allenamento e alimentazione

Perfetto per chi vuole dimagrire, aumentare l’energia o prepararsi per una nuova stagione sportiva.
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In anteprima: Maggio 2025

Tema: Digiuno intermittente – Moda o scienza?
Con domande frequenti, protocolli reali e risultati misurabili.



Q

Per “risorgere” davvero dopo un inverno lungo, freddo e segnato da influenze stagionali, serve una strategia sinergica e scientificamente strutturata che combini dieta, integrazione e allenamento. Ti propongo una metodica completa, suddivisa in 3 fasi progressive (durata totale: 6 settimane), pensata per rigenerare le difese, riattivare il metabolismo, ricostruire tono muscolare e migliorare la performance psico-fisica.

FASE 1: RIGENERAZIONE E DETOX (Settimane 1-2)

Obiettivo: drenare tossine, riequilibrare la flora intestinale, ripristinare le difese immunitarie.

DIETA

  • Colazione:
    • Acqua tiepida e limone appena sveglio
    • Tè verde o infuso depurativo (tarassaco, finocchio)
    • Pane integrale con avocado e semi di lino
    • 2-3 noci o mandorle
  • Pranzo:
    • Vellutata di verdure (carciofi, cicoria, finocchio) con curcuma
    • Pesce azzurro o uova biologiche
    • Insalata con olio evo e aceto di mele
    • Pane di segale o riso integrale
  • Cena:
    • Zuppa di legumi decorticati
    • Verdure al vapore
    • 1 cucchiaino di olio di lino a crudo

INTEGRAZIONE

  • Probiotici (multiceppo, mattina a digiuno)
  • Glutammina (5g al giorno per riparare mucosa intestinale)
  • Vitamina C (500 mg x 2/die, ai pasti)
  • Lattoferrina (100 mg/die, se convalescenza da infezione)

ALLENAMENTO

  • 3 giorni a settimana – 30-40 min
    • Camminata veloce all’aperto (5 min riscaldamento + 20 min a 60-70% FCmax + 5 min defaticamento)
    • Esercizi posturali, mobilità articolare, stretching profondo.

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La morte improvvisa nello sport  è un evento tragico e sconvolgente, che spezza vite nel pieno della giovinezza e della salute apparente.
Colpisce atleti che, fino a pochi istanti prima, incarnavano la vitalità e la forza, trasformando un campo da gioco in un teatro di dolore e incredulità. Nei giovani, le cause più frequenti sono patologie cardiache silenti come la cardiomiopatia ipertrofica, le anomalie delle coronarie, le canalopatie (es. sindrome del QT lungo) e la displasia aritmogena del ventricolo destro. Negli adulti, invece, l’infarto miocardico spesso colpisce senza preavviso.



I L’essere umano non è e non può essere diviso in parti singole da studiare in modo separato”.
Ciò non significa abbandonare la specializzazione del sapere, ma vuol dire semplicemente ricondurre il sapere ad una visione d’insieme necessaria se si vuol comprendere il “perché l’essere umano funziona” .

Capire e curare, ad esempio, il cuore dovrebbe implicare una conoscenza dell’insieme non solo limitata ai principi fondamentali che regolano il tutto ma anche alle correlazioni funzionali tra le varie parti . Siccome è ovvio che non si può conoscere e “fare tutto”, la figura specialistica risulta necessaria ma non per un percorso completo a se stante (se il cuore è malato si studia, si analizza e si cura solo questo) ma aperto a ciò che succede in tutto il resto dell’organismo.

Questo è già presente nelle strutture interdisciplinari di un comune ospedale, dove diversi reparti specialistici collaborano fra loro.
Ma ciò che intendo non è semplicemente una rete di “consulenze interdisciplinari”, spesso fatte senza avere il polso clinico di ciò che esula dalla nostra specialità , ma di una vera e propria globalità di veduta che permetta l’applicazione specialistica del sapere.

Sembrerebbe un paradosso, ma ritengo invece che non lo sia, se si considera una cosa fondamentale: “l’atto della diagnosi”, che è ciò che secondo me si sta perdendo: lo sforzo iniziale di “fare diagnosi” che, in una visione di stampo empirista dove l’essere umano è visto come un puzzle da comporre, viene sempre più spezzettata ed affidata alla singola specialità.

È cosa comune per il “povero”(in senso buono) medico di famiglia (o medico generale in genere, comprese le bistrattate figure dei medici di guardia medica e di pronto soccorso ), oberato da doveri burocratici che ne limitano la libertà di azione, ricorrere sempre più a diagnosi specialistiche che poi egli deve ricomporre spesso dovendo scegliere fra strategie terapeutiche (sempre specialistiche) in contrasto fra loro.
L’obiettivo finale è “l’unitarietà della diagnosi”, che dovrebbe appartenere ad ogni medico, generale o specialista che sia, e che deve precedere l’atto specialistico.




DUE GRANDI PASSIONI: SPORT E CUORE





CUORE, SALUTE, PREVENZIONE





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