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Trial su efficacia di Nattochinasi- Bromelina- Curcumina

Il dramma delle sequele post Covid e post vaccinali, dopo questi anni di esperienza sul campo, ha permesso al nostro gruppo di sperimentare un protocollo il cui obiettivo è innanzitutto quello di migliorare la Micro e macro vascolarizzazione tissutale.

abbiamo utilizzato numerosi metodi e farmaci e tra questi abbiamo messo a punto una “triade” di componenti.

Un bar chart confronta gli effetti principali da RCT selezionati su nattokinasi, bromelina e curcumina, usando valori approssimativi (% riduzioni o RR) da studi citati: null effetto su CIMT per nattokinasi (0%), riduzione renina (-20%), IL-6 con BromAc (-30%), mortalità RR curcumina (-62%), non-recuperati RR (-46%), clearance virale (+48%). Valori negativi indicano beneficio; nessun RCT sulla combinazione specifica.

Nattokinasi

Studi in vitro dimostrano che la nattokinasi degrada la proteina spike in modo dose- e tempo-dipendente, senza citotossicità, e inibisce l’infezione SARS-CoV-2 riducendo l’interazione con ACE2. Mancano però trial clinici umani dedicati alla detossificazione spike; evidenze cardiovascolari generali supportano usi antitrombotici.

Bromelina

La bromelina mostra effetti antivirali in vitro contro SARS-CoV-2, riducendo l’espressione spike in cellule epiteliali da pazienti COVID critici e cleavando la subunità S1. Studi clinici su infiammazione e coagulopatia (es. trauma, ipertensione) confermano proprietà immunomodulanti e anticoagulanti, ma non specifici RCT per spike.[nature +1]

Curcumina

Trial clinici e in vitro indicano che la curcumina inibisce l’ingresso virale legando spike, TMPRSS2 e ADAM17, riducendo replicazione SARS-CoV-2 con EC50 di 4-21 µM. Review su COVID-19 evidenziano effetti antivirali, antinfiammatori e antifibrotici, supportati da studi umani su infiammazione virale.


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Sport in Vacanza Senza Preparazione: Rischi e Prevenzione

Come medico dello sport e cardiologo, curo ogni estate centinaia di pazienti che si infortunano durante le ferie. La “trauma season” colpisce 300.000 italiani annualmente per sport praticati senza preparazione.

## Rischi Immediati

Infortuni muscoloscheletrici: Beach volley e padel provocano fratture, distorsioni e tendiniti. I muscoli non allenati si strappano facilmente.

Crisi cardiovascolari: L’inattività riduce del 20% la resistenza cardiaca in 10 giorni. Il cuore fatica negli sforzi improvvisi.

Perdita muscolare: Venti giorni di stop eliminano il 15% della massa muscolare. La forza crolla del 20% in un mese.

Prevenzione Efficace

Preparatevi gradualmente: Iniziate l’allenamento 3 settimane prima. Evitate sessioni intense dell’ultimo minuto.

Riscaldatevi sempre: Dedicate 15 minuti al warm-up. I muscoli freddi si lesionano.

Idratatevi costantemente: Bevete 2 litri d’acqua al giorno. La disidratazione aumenta gli infortuni del 30%.

Scegliete l’attrezzatura giusta: Scarpe inadeguate causano il 40% dei traumi sportivi.

Ascoltate il corpo: Il dolore segnala pericolo. Fermatevi immediatamente.

Sport Sicuri per Principianti

Nuoto in piscina: Protegge le articolazioni e rinforza il cuore.
Camminate in acqua: Stabilizzano il movimento e riducono l’impatto.
Yoga: Migliora flessibilità senza stress.

Conclusione

Le vacanze devono rigenerare, non distruggere. Rispettate i vostri limiti. Preparatevi gradualmente. Il vostro corpo vi ringrazierà con ferie davvero rilassanti e sicure.



Salute e Performance – Newsletter #1

A cura del Dr. Giovanni Staffilano – Cardiologo, Specialista in Medicina dello Sport
Aprile 2025

EDITORIALE – Il metabolismo non dorme, si adatta

Se ti sei mai chiesto: “Sto facendo tutto bene, ma perché non dimagrisco?”, sappi che la risposta è più fisiologica che psicologica.

Quando riduciamo le calorie e aumentiamo l’attività fisica, il corpo reagisce con un meccanismo evolutivo chiamato adattamento metabolico:

Il metabolismo basale si abbassa fino al 20%
Diventiamo più efficienti (bruciamo meno a parità di attività)
Il corpo cambia composizione (perdiamo prima acqua, poi grasso)

È un po’ come se l’organismo entrasse in modalità “risparmio energetico”, proprio come il tuo smartphone quando ha poca batteria.

La soluzione?
Non forzare di più, ma lavorare meglio: cicli strategici di allenamento, pause attive, monitoraggio della composizione corporea (non solo del peso).
È qui che la scienza diventa alleata concreta del tuo percorso.

FOCUS SCIENTIFICO – Capire cosa bruciamo: la chiave per allenarsi con intelligenza

Il nostro corpo dispone di quattro fonti energetiche principali. Sapere come funzionano ti permette di scegliere il giusto tipo di attività in base all’obiettivo.

Fonte Energetica

Uso prevalente

Tipica attività

Note cliniche

Fosfocreatina (CP)

Sforzi brevi e massimali (10-15 sec)

Sprint, salti, pesi

Nessun consumo di ossigeno

Glicogeno muscolare

Breve-medio termine (fino a 2h)

HIIT, corsa, sport intermittenti

Usa carboidrati

Grassi (lipidi)

Sforzi moderati e prolungati

Camminata, jogging, bici

Brucia lentamente, richiede ossigeno

Proteine (massa magra)

Solo in carenze energetiche gravi

Digiuno prolungato, patologie

Da preservare sempre!

Se il tuo obiettivo è dimagrire, l’attività ideale è a bassa intensità e lunga durata: 60–65% della tua FC max, almeno 40–60 minuti.
Il muscolo è tuo alleato: preservarlo significa migliorare il metabolismo a riposo.

MINI-GUIDA – Allenarsi al mattino: sì, ma con criterio

Allenarsi a digiuno è diventato un trend, ma funziona davvero?
Dipende. Il cosiddetto fasted training” può favorire l’ossidazione dei grassi, ma non è adatto a tutti.

Funziona se:

sei abituato a farlo
l’attività è moderata
non hai patologie metaboliche o ipoglicemie

Non è indicato se:

ti alleni ad alta intensità
sei alle prime armi
ti senti stanco o instabile

Suggerimento pratico:
Se vuoi provare, inizia con 30-40 minuti di camminata veloce o cyclette a stomaco vuoto, e tieni sempre con te una fonte rapida di zuccheri (banana, spremuta, maltodestrine).

IL MITO DEL MESE – “Più sudo, più dimagrisco”

Un classico. Ma il sudore è acqua, elettroliti, non grasso.

La perdita di peso post-allenamento (soprattutto se intensa o in ambiente caldo) è transitoria. Il grasso si perde solo quando viene ossidato a livello cellulare e espirato sotto forma di CO₂.

Curiosità scientifica:
L’84% del grasso perso viene eliminato respirando, il resto sotto forma di acqua.
Quindi… se vuoi dimagrire, muoviti di più, ma respira bene e spesso!

CASO REALE – Il biohacking leggero di Andrej Karpathy

Karpathy, noto per il suo lavoro nel campo dell’intelligenza artificiale (OpenAI, Tesla), ha affrontato un percorso personale di ricomposizione corporea documentato con rigore e trasparenza.

Peso iniziale: 90 kg
Obiettivo: ridurre massa grassa, aumentare healthspan

Strategia:

Digiuno intermittente (16:8)
Deficit calorico moderato
Allenamento combinato (resistenza + forza)
DEXA scan per valutare i progressi

Insegnamento clinico: non servono soluzioni estreme, ma consapevolezza, dati e costanza.
Un metodo che applico anch’io, con strumenti oggettivi e una visione integrata.

RISORSA DEL MESE – Calcola il tuo dispendio energetico giornaliero

Vuoi sapere quante calorie consumi al giorno, a riposo e in attività?

Scarica la mia Guida gratuita in PDF
“Fabbisogno energetico: calcolalo in 3 passi”

PROGRAMMA IN EVIDENZA – START: il tuo reset metabolico personalizzato

START è il mio pacchetto di valutazione e rilancio del metabolismo:

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In anteprima: Maggio 2025

Tema: Digiuno intermittente – Moda o scienza?
Con domande frequenti, protocolli reali e risultati misurabili.



I L’essere umano non è e non può essere diviso in parti singole da studiare in modo separato”.
Ciò non significa abbandonare la specializzazione del sapere, ma vuol dire semplicemente ricondurre il sapere ad una visione d’insieme necessaria se si vuol comprendere il “perché l’essere umano funziona” .

Capire e curare, ad esempio, il cuore dovrebbe implicare una conoscenza dell’insieme non solo limitata ai principi fondamentali che regolano il tutto ma anche alle correlazioni funzionali tra le varie parti . Siccome è ovvio che non si può conoscere e “fare tutto”, la figura specialistica risulta necessaria ma non per un percorso completo a se stante (se il cuore è malato si studia, si analizza e si cura solo questo) ma aperto a ciò che succede in tutto il resto dell’organismo.

Questo è già presente nelle strutture interdisciplinari di un comune ospedale, dove diversi reparti specialistici collaborano fra loro.
Ma ciò che intendo non è semplicemente una rete di “consulenze interdisciplinari”, spesso fatte senza avere il polso clinico di ciò che esula dalla nostra specialità , ma di una vera e propria globalità di veduta che permetta l’applicazione specialistica del sapere.

Sembrerebbe un paradosso, ma ritengo invece che non lo sia, se si considera una cosa fondamentale: “l’atto della diagnosi”, che è ciò che secondo me si sta perdendo: lo sforzo iniziale di “fare diagnosi” che, in una visione di stampo empirista dove l’essere umano è visto come un puzzle da comporre, viene sempre più spezzettata ed affidata alla singola specialità.

È cosa comune per il “povero”(in senso buono) medico di famiglia (o medico generale in genere, comprese le bistrattate figure dei medici di guardia medica e di pronto soccorso ), oberato da doveri burocratici che ne limitano la libertà di azione, ricorrere sempre più a diagnosi specialistiche che poi egli deve ricomporre spesso dovendo scegliere fra strategie terapeutiche (sempre specialistiche) in contrasto fra loro.
L’obiettivo finale è “l’unitarietà della diagnosi”, che dovrebbe appartenere ad ogni medico, generale o specialista che sia, e che deve precedere l’atto specialistico.


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L’ Importanza della Prevenzione delle Malattie Cardiache: la valutazione GENETICA.

  1. Identificazione del Rischio: Determinare chi è a rischio elevato di sviluppare malattie cardiache.
  2. Pianificazione Preventiva: Intervenire prima che la malattia si manifesti.
  3. Consapevolezza Familiare: Educare i membri della famiglia sulle loro condizioni di rischio e su come possono influenzare le future generazioni.

Come Funziona la Genetica?

Fase di Valutazione

  • Raccolta della storia medica familiare.
  • Analisi del DNA per rilevare mutazioni genetiche associate alle malattie cardiache.

Educativa

  • Spiegare i risultati dei test genetici.
  • Discutere le opzioni di prevenzione e trattamento.

Vantaggi della Valutazione  Genetica

  • Prevenzione Mirata: Adottare stili di vita e trattamenti specifici per ridurre il rischio.
  • Scelte Informate: Migliore comprensione delle proprie condizioni di salute.
  • Gestione del Rischio a Lungo Termine: Monitoraggio continuo della salute cardiaca basato sulla predisposizione genetica.

Considerazioni Etiche e Sociali

La consulenza genetica porta con sé anche questioni etiche:

  • Privacy e confidenzialità dei dati genetici.
  • Impatto delle informazioni genetiche sulle decisioni di vita.

Conclusioni

La consulenza genetica è una risorsa inestimabile per le famiglie con una storia di malattie cardiache. Offre non solo un piano di prevenzione personalizzato, ma anche una strategia comprensiva per affrontare il rischio ereditario. Consultare un consulente genetico è un passo proattivo verso una vita più lunga e sana.

Approfondendo la conoscenza delle proprie radici genetiche, le famiglie possono trasformare la paura in potere, prendendo decisioni consapevoli che possono salvare vite. La lotta contro le malattie cardiache inizia con la comprensione e l’azione informata, e la consulenza genetica è la chiave per sbloccare questa porta.

 


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I celiaci presentano un rischio cardiovascolare significativamente aumentato. Seguendo i pazienti per circa dodici anni, i ricercatori hanno osservato che il rischio di infarti, coronaropatie e altre patologie cardiovascolari aumenta con il tempo trascorso dalla diagnosi della celiachia, arrivando fino al 34% in più per chi è celiaco da oltre dieci anni.

Le cause di questo incremento sono molteplici. Da un lato, la dieta priva di glutine può influire negativamente sulla salute cardiovascolare. Dall’altro, i meccanismi della malattia stessa possono aumentare il rischio di altre malattie autoimmuni, che a loro volta incidono sul pericolo cardiovascolare.

Inoltre, i celiaci non diagnosticati o che ingeriscono glutine per errore sono ancora più a rischio. L’ingestione di glutine mantiene costante un processo infiammatorio locale, aumentando la probabilità di problemi legati al malassorbimento e alla persistenza dei sintomi per cui la celiachia era stata diagnosticata, come polineuropatie, cefalee, aborti ricorrenti, infertilità, osteopenia e osteoporosi.
Per ridurre questi rischi, è fondamentale che i celiaci eliminino completamente il glutine dalla loro dieta, prestando attenzione alle possibili contaminazioni anche minime.

la contemporanea alterazione del Microbiota inoltre, rappresenta un altro “stressor “ che però possiamo prevenire, trattare e ristabilire attraverso un nuovo percorso diagnostico terapeutico.


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La visita cardiologica, che include l’elettrocardiogramma (ECG) e l’ecocardiogramma (ecocardio), è fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, le quali rappresentano la principale causa di decesso nel mondo¹.

L’**ECG** è un esame non invasivo che registra l’attività elettrica del cuore per rilevare aritmie, ischemie e altre anomalie cardiache. L’**ecocardio**, invece, utilizza gli ultrasuoni per creare immagini del cuore, permettendo di valutare la struttura e la funzionalità cardiaca, comprese le valvole e le camere del cuore².

Questi esami sono particolarmente importanti intorno ai **40 anni**, età in cui si possono manifestare cambiamenti nello stile di vita che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, come la riduzione dell’attività fisica e l’aumento della sedentarietà¹. Inoltre, persone con fattori di rischio come ipertensione, diabete, dislipidemia, fumo o sovrappeso possono necessitare di iniziare la prevenzione prima³.

La prevenzione cardiologica si basa anche sulla correzione dello stile di vita, includendo una dieta equilibrata, attività fisica regolare, un buon riposo e la riduzione dello stress. Le linee guida del 2021 hanno esteso la prevenzione anche agli anziani oltre i 70 anni, sottolineando l’importanza di un approccio proattivo nei confronti dei fattori di rischio a tutte le età².

In sintesi, la visita cardiologica con ECG ed ecocardio è uno strumento prezioso per la diagnosi precoce e la gestione dei fattori di rischio, contribuendo significativamente alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.


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Certamente, ecco un breve articolo su un argomento cardiologico attuale:

**L’importanza della Lipoproteina (a) nella Salute Cardiaca**

La lipoproteina (a), o Lp(a), è stata a lungo oggetto di studio per la sua associazione con malattie cardiovascolari. Recenti ricerche hanno evidenziato il suo ruolo non solo nella malattia aterosclerotica ma anche in quella valvolare, portando all’attenzione la necessità di nuove strategie terapeutiche¹.

Uno studio pubblicato sul *Giornale Italiano di Cardiologia* ha esaminato l’associazione tra i livelli di Lp(a) e il rischio di sviluppare malattie cardiache. I risultati suggeriscono che livelli elevati di Lp(a) possono essere un importante fattore di rischio indipendente per l’aterosclerosi e la stenosi valvolare aortica¹.

Inoltre, sono emerse terapie emergenti che mirano a ridurre i livelli di Lp(a) nel sangue. Questi nuovi approcci terapeutici potrebbero offrire speranza a quei pazienti che non rispondono ai trattamenti standard per il colesterolo LDL¹.

La ricerca continua a sottolineare l’importanza di monitorare i livelli di Lp(a) come parte di una valutazione del rischio cardiaco complessiva, e l’innovazione nel campo della cardiologia promette di portare nuove soluzioni per la gestione di questa lipoproteina potenzialmente pericolosa.

L’articolo è accompagnato da immagini che illustrano il concetto di aterosclerosi e la struttura della lipoproteina (a). Queste immagini sono state create per fornire una rappresentazione visiva che aiuti a comprendere meglio il testo.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti, si consiglia di consultare il *Giornale Italiano di Cardiologia

Giornale Italiano di Cardiologia – Organo ufficiale di Italian …. https://www.giornaledicardiologia.it/.
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Il doping e l’integrazione alimentare sono due concetti molto diversi nel contesto dello sport e del benessere fisico. 

**Doping**:

Il doping si riferisce all’uso di sostanze proibite o metodi vietati per migliorare le prestazioni atletiche. Queste sostanze, come gli steroidi anabolizzanti, possono alterare la risposta biologica naturale del corpo, amplificandola o inibendola, e possono causare squilibri nell’omeostasi organica¹. L’uso di queste sostanze è considerato non etico e illegale in contesti sportivi regolamentati. Il doping può avere effetti negativi a lungo termine sulla salute fisica e mentale, inclusi danni agli organi, disturbi psicologici e dipendenza¹.

**Integrazione Alimentare**:

L’integrazione alimentare, invece, consiste nell’aggiungere alla dieta quotidiana sostanze come proteine, aminoacidi, vitamine e minerali per ottimizzare la risposta biologica endogena¹. Questo può aiutare a prevenire carenze nutrizionali e migliorare il recupero e la performance in modo naturale e sicuro. Gli integratori alimentari non sostituiscono una risposta biologica come fa il doping, ma piuttosto supportano e migliorano i processi naturali del corpo¹.

In sintesi, mentre il doping cerca di migliorare le prestazioni attraverso mezzi artificiali e spesso pericolosi, l’integrazione alimentare mira a supportare la salute e il benessere generale attraverso un’adeguata nutrizione. È importante scegliere integratori di alta qualità e affidarsi a fonti attendibili per evitare prodotti di bassa qualità che potrebbero non essere efficaci o addirittura dannosi¹..

Differenza tra integratori, supplementi e doping – Fitness & Alimentazione. https://fitnessalimentazione.it/2022/03/09/differenza-tra-integratori-supplementi-e-doping/.

Integratori o doping? – Body Building Italia Sport e Fitness. https://bing.com/search?q=differenze+tra+integrazione+e+doping.

(4) Integratori o doping? – Body Building Italia Sport e Fitness. https://www.abodybuilding.com/integratori-doping.html.

(5) it.wikipedia.orghttps://it.wikipedia.org/wiki/Doping.

Il doping, ovvero l’uso di sostanze proibite per migliorare artificialmente le prestazioni atletiche, può avere gravi conseguenze sulla salute degli atleti. Queste sostanze possono causare danni a vari organi e sistemi del corpo, portando a effetti negativi sia a breve che a lungo termine.

**Sistema Cardiovascolare**:

Il doping può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari². L’uso di stimolanti, ad esempio, può portare a ipertensione, aritmie e persino infarto miocardico acuto. Gli steroidi anabolizzanti possono alterare i livelli di colesterolo, aumentando il rischio di aterosclerosi e trombosi.

**Fegato**:

Sostanze come gli steroidi anabolizzanti possono causare epatotossicità, portando a condizioni come l’epatite, la steatosi epatica e il carcinoma epatico².

**Apparato Riproduttivo**:

Nel maschio, il doping può portare a una diminuzione della produzione di sperma, atrofia testicolare e disfunzione erettile. Nelle donne, può causare irregolarità mestruali, virilizzazione e infertilità².

**Sistema Endocrino**:

L’uso di ormoni esogeni può disturbare l’equilibrio ormonale naturale, portando a condizioni come l’acromegalia e il diabete.

**Sistema Muscoloscheletrico**:

Anche se gli steroidi possono aumentare la massa muscolare, possono anche indebolire i tendini e le ossa, aumentando il rischio di lesioni.

**Sistema Psicologico**:

Il doping può avere effetti negativi sulla salute mentale, causando depressione, ansia, disturbi dell’umore e comportamenti aggressivi².

**Dipendenza**:

L’uso prolungato di sostanze dopanti può portare a dipendenza fisica e psicologica, rendendo difficile per l’atleta smettere di usarle nonostante i rischi per la salute².

In conclusione, il doping non solo viola l’etica sportiva e può portare a sanzioni legali, ma rappresenta anche un grave rischio per la salute degli atleti. È fondamentale promuovere un approccio allo sport basato sull’integrità e sul rispetto del proprio corpo e della propria salute.

Conseguenze legali del doping – La Legge per Tutti. https://www.laleggepertutti.it/379834_conseguenze-legali-del-doping

Conseguenze del Doping – Nado Italia. https://www.nadoitalia.it/it/attivita/gestione-dei-risultati/conseguenze-del-doping.html.

— 
Il doping ha un impatto significativo non solo sulla salute degli atleti, ma anche sul tessuto sociale dello sport e della società in generale. 

Distruzione dell’Etica Sportiva

Il doping mina le fondamenta dell’etica sportiva, che si basa sulla lealtà, l’onestà e la parità di condizioni. Quando gli atleti ricorrono al doping, tradiscono la fiducia dei loro colleghi, dei tifosi e degli organizzatori, compromettendo l’integrità dell’intero sport⁴.

Ingiustizia e Disparità**:

Il doping crea un campo di gioco disuguale, dove gli atleti che scelgono di non doparsi sono svantaggiati. Questo può portare a una spirale di pressione sociale in cui altri atleti si sentono obbligati a doparsi per rimanere competitivi⁴.

Impatto sui Giovani

Gli atleti professionisti sono spesso visti come modelli da giovani aspiranti sportivi. Il doping da parte di atleti di alto profilo può inviare il messaggio sbagliato ai giovani, suggerendo che il successo può essere ottenuto solo attraverso mezzi illeciti².

Percezione Pubblica dello Sport**:

Lo scandalo del doping può danneggiare la reputazione dello sport agli occhi del pubblico, riducendo l’interesse e il supporto dei fan e potenzialmente influenzando gli investimenti e gli sponsor⁵.

Rischi per la Salute Pubblica**:

La diffusione del doping può portare a un aumento dell’uso di sostanze pericolose tra gli atleti amatoriali e la popolazione generale, aumentando i rischi per la salute pubblica⁵.

Aggressività e Comportamento Sociale**:

Il doping può influenzare il comportamento degli atleti, rendendoli più aggressivi e pericolosi per chi gli sta intorno, con possibili ripercussioni negative sulle relazioni sociali e familiari².

In conclusione, il doping non è solo un problema individuale, ma un fenomeno sociale che richiede un approccio olistico per affrontarlo, includendo educazione, prevenzione e sanzioni adeguate per proteggere l’integrità dello sport e la salute della società.


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L’attività fisica modella il nostro microbioma intestinale,

influenzando la diversità e l’abbondanza dei batteri che vivono nel nostro intestino. Uno studio recente, pubblicato su EBioMedicine, ha esaminato la relazione tra i livelli di attività fisica e il microbiota intestinale. A differenza degli studi precedenti basati su autovalutazioni dell’attività fisica, questa ricerca ha utilizzato accelerometri per misurare con precisione i livelli di attività sedentari, moderati e vigorosi.

I risultati hanno rivelato che:

  • Comportamento sedentario: associato a una maggiore abbondanza di alcuni microbi intestinali, come l’Escherichia coli.
  • Attività fisica moderata e vigorosa: correlate a una minore abbondanza di E. coli e a una maggiore presenza di batteri benefici produttori di butirrato come Roseburia e Faecalibacterium prausnitzii.
  • Attività fisica moderata: legata a una maggiore sintesi di acetato e butirrato.
  • Esercizio fisico vigoroso: associato a una maggiore sintesi di propionato.
  • Attività sedentaria: collegata a una minore capacità di degradazione dei carboidrati da parte del microbiota intestinale.

In sintesi, rimanere attivi è essenziale per la salute dell’intestino e il benessere generale




DUE GRANDI PASSIONI: SPORT E CUORE





CUORE, SALUTE, PREVENZIONE





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